Oltre il Topo, oltre il Ratto: Cinzia, di Leo Ortolani

FUCSIA.

Tutto maiuscolo, come uno schiaffone in faccia. È questo il primo (formidabile) impatto con la copertina cartonata di Cinzia, ultimo (per ora) lavoro del vulcanico Leo Ortolani, pubblicato a fine settembre 2018 da Bao Publishing. 240 pagine in cui il papà di Rat-Man si confronta con una forma espressiva per lui nuova, la Graphic Novel, attraverso un personaggio tra i più celebri emersi dalla saga del Ratto.

La transessuale platinata Cinzia, ex postino ed ex Paul, spasimante non corrisposta del bislacco supereroe e ignara ispiratrice della sua stessa identità segreta, assurge a protagonista assoluta. Superando la caratterizzazione con cui nei decenni l’abbiamo conosciuta, il personaggio si mostra a tutto tondo, espandendo all’infinito le possibilità narrative sfiorate nei suoi trascorsi nella Città Senza Nome.

The other side of Cinzia

Non mancano, ovviamente, il brillante sarcasmo e le fantastiche battutacce a sfondo sessuale con cui Leo ci ha fatto conoscere Cinzia. Qui, però, il tutto si ammanta di un velo fatto di vita vera, di disagi, di lotta al perbenismo e di ricerca della felicità con cui un/una transessuale è costretto/a a confrontarsi ogni giorno.

La ricerca di lavoro, di un partner, di un’identità: questioni che tutti affrontiamo, ma che per qualcuno sono effettivamente molto più complicate del previsto. Ortolani ci cala in pieno nelle emozioni della sua protagonista, alternando leggerezza e dramma: si ride (anche molto) e girata pagina ecco una fitta allo stomaco.

Ci si compiace dell’ironia feroce verso la società benpensante, categorizzatrice, moralista, e si avvertono sulla pelle le ferite che la società stessa crea, anche attraverso le contraddizoni di chi lotta per farne parte.

Cinzia è esplorata a 360 gradi, dallo strato più modaiolo a quello più sentimentale. In realtà è proprio quest’ultimo a prevalere, mostrandoci delle dinamiche caratteriali ed emozionali del personaggio che sfiorano la riscrittura di buona parte del suo background. I puristi del Ratto potrebbero anche storcere appena il naso. Effettivamente il personaggio potrebbe avere anche un altro nome, tanto è diverso da quello che abbiamo conosciuto in questi (quasi) trent’anni: l’arma a doppio taglio colpisce contemporaneamente al cuore e alla testa.

Da un lato, infatti, Cinzia sembra quasi un reboot, una versione Ultimate di se stessa. Dall’altro, emerge nel lettore la necessità, mai richiesta se non dopo le prime pagine di questo nuovo lavoro, di sapere qualcosa in più sul passato della Nostra. E nel momento in cui ci rendiamo conto che, senza saperlo, ciò che volevamo da Cinzia era qualcosa in più sulla sua storia personale, Leo fa centro.

L’effetto può essere straniante per  gli aficionados, ma aggiunge una chiave di lettura che, liberata dai pesi del passato, si libra nei cieli della poesia e della quotidianità con una naturalezza disarmante. Poesia, sì, ci sono dei passaggi veramente incantevoli. Tra metafore bibliche, tavole quasi monocromatiche e sequenze mute, l’alternanza di ritmo è equilibrata e appagante.

Il bianco e nero elegante e dosato accosta vignette dense di parole, nella miglior tradizione Ratmaniana, a splash pages di amplissimo respiro. C’è spazio pure per il musical (giuro). E non manca neppure qualche gustoso colpo di scena.

Cinzia

Miracolosi equilibri

Terminata la lettura, la quarta di copertina dello stesso fucsia shocking (ovviamente i colori sono ad opera del fido Larry Ortolani), che ricorda quasi una di quelle riviste glam francesi, rimane sospesa a mezz’aria. Era Cinzia questa? Sì e no. Ed è stato un bene? Io dico di sì. Leo ha stravolto il suo personaggio? No, l’ha solo immerso in una corrente narrativa diversa, sotto un sole diverso. l’ha spogliato (ehm ehm) di un passato ingombrante, lasciandogliene addosso delle tracce. E l’ha rivestito, con la sua deflagrante genialità, in maniera elegante e ben studiata, a tratti spiazzante, ma spesso rassicurante nella sua novità.

Come racconta Licia Troisi nella sua prefazione, Leo ha coltivato questo progetto, quasi scherzosamente, per diverso tempo. E ha trovato un equilibrio miracoloso tra la Cinzia di Rat-Man e questa sua nuova incarnazione, tra le risate e i pensieri depressi, tra le boutade fulminanti e l’ironia feroce a cui ci ha abituato.

In fondo, Cinzia stessa non vuole essere categorizzata. È un uomo? È una donna? È un’eroina quotidiana, la vittima di un mondo troppo incasellato, una macchia sul vestito buono della società? Cinzia non lo sa, e a questo punto forse neppure noi. Per lei è già un fragile miracolo essere, esserci, e parlarci. E questa è la sua grande forza. E inevitabilmente, la grande forza dell’opera stessa.

Stefano Buzzotta

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Immagini © Bao Publishing

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