È scomparso Massimo Mattioli, anima libera del fumetto italiano

È scomparso oggi nella sua Roma Massimo Mattioli, a poche settimane dal suo 76esimo compleanno.
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Vera e propria “rockstar” del fumetto italiano, inizia la sua attività nel 1967. Lascia Roma e l’Italia l’anno successivo, pubblicando a Londra e a Parigi le prime vignette.

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Pinky, il personaggio più iconico e celebre creato da Mattotti, è stato per 41 anni protagonista sulle pagine de Il Giornalino.

La fama di Mattioli è legata prevalentemente a due personaggi: Pinky, creato sulle pagine de Il Giornalino e lì presente ininterrottamente per ben 41 anni e Squeak The Mouse, un fumetto grottesco splatter con protagonisti un gatto e un topo e che leggenda vuole abbia ispirato Matt Groening per gli sketch di Grattachecca & Fichetto all’interno dei Simpson.

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Un estratto da una tavola di Squeak the Mouse.

Ma non è stato solo questo: nel 1977 fonda con Stefano Tamburini la rivista “Cannibale”, in cui apparvero storie e personaggi di Filippo Scozzari, di Tanino Liberatore e di Andrea Pazienza.

Schivo e molto restio a concedere interviste, Mattioli concesse una lunga chiacchierata a Luca Valtorta di Repubblica (che trovate cliccando qui) in cui fra le altre cose si espresse in merito alla querelle relativa al plagio che il padre dei Simpson e di Futurama avrebbe compiuto ai danni di Squaek The Mouse liquidando la questione con un sonoro:

Non me ne frega un accidente!
[…] cosa devo dire? lo odio? No. Preferisco avere una cosa in meno, essere più povero, lavorare in sottrazione. Ma essere libero. Non voglio schiavitù, né di soldi né di psicologiche.

E a proposito della propria “sparizione”, Mattioli ebbe modo di dire:

Ma chi ha deciso che sono scomparso? Io in questi anni ho lavorato tantissimo ma non ho voluto fare uscire niente. Ho un archivio enorme ma per ora non voglio divulgarlo, non voglio essere incasellato in nessun modo. […]Si fottano tutti quelli che vogliono la mia roba! Tutti tranne chi mi hanno mostrato di aver cura delle cose come Coconino. Odio chi mi vuole sfruttare.

La sua volontà era quella di non essere ricordato solamente, però, solo come il Mattioli di Squaek o di Pinky, ma come un artista libero e senza etichette.

La redazione di Ventenni Paperoni si unisce al cordoglio della famiglia, degli amici, degli appassionati e di tutto il mondo del fumetto.

Giovanni Posocco

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