Brigitta, una di noi!

Non mentite! Tanto lo sappiamo che siete state delle Brigitta!

Chi di voi non ha mai avuto un’ossessione amorosa? C’è sempre quel qualcuno che una volta entrato nel nostro cuore difficilmente ne esce e – se l’amore non viene corrisposto con la medesima intensità o non viene corrisposto affatto – noi ci trasformiamo in Brigitta. Già, Brigitta McBridge, nata nel 1960 dal genio di Romano Scarpa, è una quasi sessantenne che non teme l’età. Perennemente innamorata di Paperone, ha ricalcato le nevrosi amorose di generazioni di ragazze e donne, tanto da essere quasi lo specchio archetipico di tutto ciò che NON dovremmo mai diventare.

Ma andiamo per gradi. Ben lontana dall’essere un personaggio fuori dalla realtà, Brigitta  assomiglia nel bene e nel male a quella parte femminile che non si arrende all’evidenza e si aggrappa ad ogni minuscola scusa pur di non prendere atto che sarebbe meglio cercare un altro probabile compagno. No, non ci arrendiamo! Quando noi donne entriamo in “modalità Brigitta” nessuno ci può fermare: né la logica, né un rifiuto.

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immagini ©Panini Disney

Non ci chiama? Preferiamo trovare plausibile l’idea che il nostro “lui” sia momentaneamente disperso nel Klondike piuttosto che ammettere che non ci desideri. Non ci invita ad uscire? Sarà bloccato da un’invasione di cavallette! Non ci manda nemmeno un messaggio su WhatsApp? Proviamo a intasargli la chat con messaggi vocali lunghi come un audiolibro! D’altronde, in quanto a stalking, nessuno è secondo ad una donna innamorata che cerca di coronare il suo sogno.

Quindi sguinzagliamo le fidate amiche in improbabili azioni di spionaggio degne delle più intricate trame di spy stories, compresi pedinamenti e controlli incrociati sui vari profili social del malcapitato. Finché non ci rendiamo conto che forse non ci ama. Sì, c’è un momento in cui il dubbio assale anche la Brigitta più irremovibile. Forse non è stato rapito dagli alieni, forse non ha un’afasia improvvisa che gli impedisce di risponde al telefono… forse, semplicemente, non ci vuole.

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immagini ©Panini Disney

Ecco che allora il nostro umore passa di colpo dai cuoricini rosa e dalla scelta dell’abito nuziale alla rabbia. Perché non ci ama? Saremo state forse troppo assillanti? No, questa opzione non ci sfiora nemmeno per sbaglio! Forse ha un’altra. Arriva quindi il senso di rivalsa. Una Brigitta che si rispetti deve dimostrare al suo Paperone che è in grado di fare a meno di lui, anzi che senza di lui si può stare anche meglio.

Tutto questo fino a… fino a che il nostro Paperone non ritorna all’orizzonte facendoci una gentilezza. E allora rispuntano gli angioletti alati, i sensi di colpa per essere state troppo dure, la convinzione granitica che il nostro Paperone ci ami da sempre ma che ancora non lo sappia esprimere. Magari facendogli una bella torta lo capirà.

Entrate pure in modalità Brigitta almeno una volta nella vita. L’importante è che non invecchiate nell’attesa, perché la nostra Brigitta aspetta Paperone dal 1960. Ci sono situazioni in cui forse è meglio “desistere” e non “resistere”.

Francesca Arca

 

 

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