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Il Commissario Topalbano

Il 17 luglio 2019 si è spento alla veneranda età di 93 anni un personaggio storico del panorama letterario italiano: Andrea Camilleri, il padre del Commissario Montalbano, che proprio quest’anno ha compiuto vent’anni dalla prima apparizione televisiva. Si può affermare che questo personaggio, il cui volto è quello di Luca Zingaretti, sia un must delle trasmissioni sul piccolo schermo. Lo scrittore siciliano ha saputo colorare il commissario di note della sua terra natia, prendendo spunto da una fantasia preziosa e sterminata. Noi tutti dalla Redazione di Ventenni piangiamo davvero, oggi, la perdita di un uomo speciale, che ha toccato i nostri cuori e la nostra immaginazione. 

Il primo cameo

Ad onor della nomea che questo rappresentante della giustizia si è fatta nel tempo, Topolino gli ha dedicato, nell’ormai lontano 2013, un’avventura a fumetti: “Topolino e la promessa del gatto“.

Numero 2994, Francesco Artibani, Giorgio Cavazzano e Camilleri  -che nella storia compare come il signor Patò

in persona lavorano penna contro penna per creare uno dei piccoli capolavori Disney. Topalbano è affiancato da Topolino durante le indagini del rapimento della bella Minnie. Si è nella ridente Sicilia, ovviamente, che viene omaggiata tramite magnifiche vedute panoramiche e dialettismi, che danno quel tocco di autenticità letteraria.

Il carnet di personaggi è variegato, comprendendo sia volti tipicamente disneyani, sia volti tratti dalla serie tv. Il braccio destro del commissario, Mimì Augello, diviene Ninì Cardillo, insieme a Giuseppe Strazio e Quaquarella.

I due più famosi detective devono lavorare insieme, ognuno però ha il proprio metodo d’indagine, e questo all’inizio porta non pochi problemi per la risoluzione del caso, ma in pieno stile Disney, il lieto fine li vede collaborare per sgominare il boss Totò Sinatra e i suoi tirapiedi Facciaesantu e Prorunaso.

In occasione dell’uscita del fumetto, lo stesso Andrea Camilleri si era espresso a riguardo con parole onorevoli:

“Topalbano è meglio del Nobel.”

Topalbano colpisce ancora

Altre volte il nostro amato commissario siciliano è stato omaggiato sulle pagine a nuvole. “Topolino e la giara di Cariddi”,

presente sul numero 3222, rappresenta il terzo episodio della saga di Topalbano, e vede ancora dei grandi all’opera: ritroviamo Francesco Artibani, stavolta accompagnato da Paolo Mottura. Sullo sfondo, un matrimonio agrigentino guastato dal furto del regalo di nozze: una delle due giare raffiguranti Scilla e Cariddi, temibili personaggi della mitologia greca. Avviene in concomitanza anche un rapimento, i due avvenimenti sono intrecciati l’uno con l’altro e, ancora una volta, richiedono la cooperazione delle astuzie unite di Topalbano e Topolino. Il filo conduttore è l’acqua: dentro la giara è contenuto l’atto di cessione di un terreno in cui è presente una ricca sorgente, mentre il rapimento era una finta utile ad impossessarsi di quel pezzo di carta. Risolti i crimini, il matrimonio s’ha da fare, e come afferma il commissario,

L’acqua non dovrebbe essere un tesoro di pochi, ma un bene da dividere con tutti.

 

Questo è solo un piccolo sentito omaggio che ci sentiamo di fare in una giornata così nera. 

Immagini © Panini Disney

Anto

Anto

Vive per scrivere, e vorrebbe scrivere per vivere. Nel dubbio, intanto che sporca fogli con l'inchiostro, frequenta Lettere Moderne, giusto per rimanere in tema. Paperino è il suo spirito guida, il mondo il suo habitat naturale.
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