ARFestival 2019: l’intervista a Francesco Artibani

Dopo l’intervista a Lorenzo Pastrovicchio e Giada Perissinotto continuiamo con il ciclo di interviste che abbiamo realizzato durante l’ARFestival 2019  svoltosi a Roma.

Al termine del talk Scrivere per tutti, a cui hanno preso parte gli autori Francesco Artibani, Tito Faraci, Casty e Federico Rossi Edrighi – di cui trovate un resoconto qui – abbiamo intervistato Francesco Artibani, che ci ha concesso questa interessantissima intervista in cui parliamo dei suoi progetti vecchi e nuovi, del suo punto di vista sulla situazione editoriale italiana e del suo modo di sceneggiare le parodie Disney.

Quali progetti ci sono in arrivo per l’estate?

Sono in preparazione un po’ di cose legate alla celebrazione dell’ottantacinquesimo compleanno di Paperino e per i cinquant’anni di Paperinik, in particolare per quest’ultimo arriveranno presto delle storie scritte da Marco Gervasio e disegnate da vari autori.

E invece per quanto riguarda progetti tuoi?

Presto uscirà anche in Italia la serie scritta da me per gli Stati Uniti sul giovane Paperino. Per quanto riguarda altri progetti, ci sono delle storie di carattere scientifico, una scritta assieme al matematico Alessio Figalli e un’altra realizzata assieme a Stefano Intini, relativa ad un esperimento fatto a Padova sulla fusione fredda. E poi ci sono dei progetti nuovi che vedranno la luce all’inizio del 2020, a cui sto collaborando insieme a Lorenzo Pastrovicchio ed altri autori.

Quando uscirà in Italia la serie sull’adolescenza di Paperino? 

L’uscita in Italia era programmata per giugno, ma c’erano troppe celebrazioni in corso e quindi è stata spostata probabilmente a settembre, per il ritorno a scuola. La serie uscirà su Topolino.

Hai in ballo progetti extra Disney?

Si, a parte Monster Allergy che continua ad andare avanti, sto preparando una nuova avventura di Groucho con Giorgio Cavazzano per Dylan Dog e c’è un progetto extra Panini, a cui sto lavorando con Lorenzo Pastrovicchio.

Come è stato l’approccio con la nuova direzione? 

L’approccio è stato ottimo. Alex Bertani lo conoscevo già da prima in quanto era il responsabile della divisione editoriale, non è un volto nuovo nell’ambiente dell’editoria e i rapporti con lui sono stati buoni fin dall’inizio.

Per quanto riguarda le storie con la famiglia di Amelia (Nonna Caraldina, Minima e Rosolio) realizzate da te e Lello Arena, cosa puoi dirci? Possiamo sperare in un loro ritorno?

Con Lello ne abbiamo parlato anche recentemente, ma è difficile adesso provarci insieme perché lui è sempre in tour con il teatro, però l’idea di realizzare una nuova storia con la famiglia di Amelia o di fare una nuova storia teatrale come quelle che scrivevamo un tempo c’è, e speriamo entrambi di riuscire a collaborare presto per altre storie.

Da dove è nata l’idea per questi personaggi?

E’ nata proprio dalle chiacchierate con Lello. C’era l’idea di creare per Amelia una famiglia napoletana (anche se non sono napoletani, Amelia vive pur sempre sul Vesuvio), molto italiana, calorosa, un po’ invadente, con la Nonna sempre presente e lo spasimante appiccicoso, per ottenere un meccanismo da commedia. L’idea si è sviluppata in modo molto naturale e l’apporto di Lello è stato fondamentale.

Nell’ultimo periodo abbiamo assistito alla campagna contro lo stereotipo “Ma dove l’hai letto, su Topolino?”. Ha avuto qualche riscontro positivo? 

Tutto si è sviluppato in maniera casuale, nascendo da uno sfogo personale. Comunque sono contento di averne parlato in televisione, in radio e per la carta stampata. Per sapere se la campagna abbia avuto qualche effetto particolare bisognerebbe chiedere ai politici di turno, ma sinceramente non credo che su di loro abbia sortito qualche effetto. In ogni caso credo che queste iniziative siano state molto utili a sensibilizzare sull’argomento e a risvegliare un po’ di orgoglio da parte dei lettori.

Pensi che sia finita l’epoca delle sperimentazioni alla PK o MMMM? O credi che in futuro ci possa essere ancora spazio per iniziative di questo genere di rottura rispetto a quelle del settimanale viste anche le restrizioni che arrivano dai piani alti?

Non credo che l’epoca delle sperimentazioni sia finita. Penso a Topolino, o più in generale a Disney, che sono sempre stati territorio di sperimentazioni, quindi secondo me fin quando ci saranno autori attenti la sperimentazione non finirà. Non credo che vedremo nuove riviste dedicate a sperimentazioni nuove, perché la situazione editoriale è un po’ cambiata e crearne di nuove è sempre un rischio, ma sono ottimista e credo che su Topolino ne vedremo ancora.

Cosa pensi della situazione economica dell’editoria italiana?

E’ una situazione complessa, ma non così drammatica come molti credono. C’è un problema grosso, strutturale, legato alle edicole, ai canali di distribuzione, che per quanto grosso dovrà essere risolto in qualche maniera. Però i giovani, i bambini soprattutto, leggono tanto, e quindi secondo me ci troviamo in un passaggio di transizione, in cui vi è bisogno ancora di prendere le misure con i social, che distraggono molto. Sono convinto che sia una fase intermedia a cui il mondo dell’editoria si adatterà presto.

Quando scrivi la parodia di un romanzo, ad esempio mi viene in mente la tua storia di Moby Dick disegnata da Paolo Mottura, quanto lasci di quel romanzo e quanto invece cambi? Insomma, quanto viene adattata la nuova storia al romanzo che invece è già esistente?

In quello che è il lavoro di riadattamento di un romanzo ad una storia Disney, la prima cosa che  faccio è individuare tutti gli elementi non disneyani presenti all’interno della trama; ad esempio Moby Dick è un romanzo pieno di angoscia, morte, disastro, tutti elementi non in linea con quello che è il fumetto Disney. Come ha fatto anche Bruno Enna con Dracula, in cui elementi quali la morte e il sangue sono stati rivoluzionati, bisogna come prima cosa individuare i punti critici, che vanno successivamente rielaborati e trasformati in elementi compatibili con il mondo Disney.
E’ un lavoro complicato ma divertente, in quanto bisogna andare alla ricerca dell’escamotage che cambi l’elemento non disneyano, spesso drammatico, in elemento comico.

Ringraziamo Francesco Artibani per la disponibilità!

Intervista a cura di Giulia Donatelli, Jihed Khaled, Luca Rago, Mattia Mariani, Giacomo Sannino. 

L’immagine in evidenza è stata presa da La Gazzetta di Lucca, qui la fonte.

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