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Viaggio nella magia con Amelia e la sua famiglia  (prima parte)

Viaggio nella magia con Amelia e la sua famiglia (prima parte)

 
La magia è un elemento molto comune nei fumetti Disney.

Da sempre gli sceneggiatori prendono spunto dalle leggende e dalla mitologia, ispirandosi ad esse per ideare avventure affascinanti, rivisitando miti che sono parte integrante del sapere umano.

Ma quando parliamo di magia in ambito Disney non possiamo fare a meno di figurarci l’affascinante fattucchiera partenopea che vive alla pendici del Vesuvio: Amelia, nemica giurata di Paperon De’ Paperoni, papera che da sempre cerca di rubare al vegliardo il suo bene più prezioso: la Numero Uno.

amelia 1

Amelia e la sua strampalata famiglia

Di storie intrise di elementi magici ce ne sono un’infinità, ma mi limiterò ad analizzarne due in particolare.

Nel 1995 sulle pagine di Topolino n.2043 viene pubblicata Amelia e la pietra pantarba (testi di Francesco Artibani e Lello Arena e disegni di Giorgio Cavazzano). Qui  appaiono per la prima volta personaggi mai visti prima nell’universo disneyano: Nonna Caraldina e Minima, rispettivamente la nonna e la nipotina di Amelia, e infine Rosolio, papero strampalato e goffo che la famiglia di Amelia vorrebbe fosse il suo fidanzato.

Successivamente, nel 1999, su Topolino n.2277 vengono ripresi gli stessi personaggi utilizzati nella storia Amelia e la Pietra Pantarba per dare vita ad una nuova avventura: Amelia e la furia degli elementi.

amelia famiglia

Da dove provengono questi personaggi? Perchè non abbiamo mai sentito parlare della famiglia di Amelia?

E’ presto detto: a causa di un sortilegio, i portoni del Paese delle Streghe si spalancano solo ogni settantasette giorni, e perciò i parenti di Amelia possono andare a  trovarla solo in un ben determinato lasso di tempo (con sua somma gioia)

Lessi queste storie più di dieci anni fa, e mi colpirono fin da subito: le trovai interessanti e avventurose, ricche non solo di momenti divertenti, ma anche di dialoghi estremamente profondi.

Ultimamente andando a sfogliare di nuovo la mia collezione di vecchi fumetti le ho piacevolmente rilette a distanza di tempo e ho confermato la mia opinione di bambina: continuo ad adorare queste storie, ma con maggior spirito critico ho colto elementi che attingono direttamente dalle leggende e dalla cultura popolare.

Per questo ho creduto interessante cercare di estrapolare tutti i riferimenti a fatti e leggende a cui queste due storie a fumetti attingono, gli elementi mitologici a cui si avvicinano ed eventuali legami con la storia e con la cultura popolare. Perciò vi propongo un vero e proprio percorso alla ricerca delle leggende a cui le storie probabilmente si richiamano.

Esistono realmente pietre dotate di poteri magici, capaci di tramutare gli oggetti comuni in oro? Qual era lo scopo degli alchimisti? Chi era Giano Bifronte? Gli Dei erano davvero dotati di magici strumenti che gli consentivano di dominare le forze della natura?

Scopriamolo insieme.

La leggendaria pietra magica

Nella storia La pietra pantarba Amelia vuole entrare in possesso di una pietra dotata di magici poteri: questa fantomatica pietra sarebbe infatti capace di attirare ricchezze di ogni genere come una calamita.

Ma la pietra porta a colui che la conquista ricchezze e sventure.

Nella storia dell’Alchimia è celeberrima la pietra filosofale, il cui nome originale è lapsis philosoforum. Le origini di questa leggenda si trovano già nella filosofia di Platone e Aristotele, soprattutto di quest’ultimo, il quale analizzò i quattro elementi: terra, fuoco, aria e acqua, da cui trarrebbe origine la sostanza di cui è composta ogni materia.

L’alchimia: alla ricerca della pietra

La leggenda della pietra filosofale affonda le sue radici nell’alchimia, ovvero una pratica antica che combina elementi di molte discipline: chimica, fisica, arte, medicina, religione, metallurgia, per raggiungere tre obiettivi:

  1. Arrivare all’onniscienza
  2. Scoprire il segreto dell’immortalità
  3. Riuscire a  trasmutare i metalli in oro

In un certo senso la pietra filosofale era la sintesi perfetta di questi tre obiettivi, poiché idealmente questa pietra possiede le proprietà necessarie per raggiungere onniscienza, immortalità e ricchezza.

Secondo l’alchimista Jabir Ibn Hayyan all’origine di ogni metallo vi era una combinazione dei quattro elementi aristotelici in proporzioni variabili. Secondo la sua teoria l’oro, il metallo perfetto,  era composto da questi quattro elementi combinati in perfetta armonia tra loro.

Scoprire come tramutare i semplici metalli in oro significava raggiungere la conoscenza del tutto, l’onniscienza, da cui sarebbe derivata la ricchezza, la conoscenza e l’immortalità

Questa idea si diffuse particolarmente nel Medioevo, periodo in cui l’alchimia e gli alchimisti tesero tutti i loro sforzi per scoprire il segreto di questa fantomatica pietra filosofale.

Le idee elaborate dagli Arabi si diffusero ben presto, e in seguito la pietra filosofale durante il Medioevo Cristiano fu attribuita a Cristo e alla sua resurrezione, tanto che si è creata col tempo una vera e propria interpretazione alchemica del vangelo.

Nel 1613 troviamo importanti tracce di questa leggenda, lasciateci nel Trattato della pietra filosofale di Tommaso D’Aquino, al quale Alberto Magno aveva affidato i segreti di questa pietra. Tommaso si interessò spesso all’arte alchemica, e in questo trattato descrive le fasi necessarie per la realizzazione della pietra filosofale ( per i curiosi: il testo di Tommaso D’Aquino si trova tranquillamente online e nelle librerie, persino su Amazon).

Non solo ad Alessandro Magno e a Tommaso D’Aquino è attribuita la scoperta della pietra filosofale: tre secoli prima fu attribuita al più famoso alchimista di tutti i tempi, Nicolas Flamel, nato probabilmente a Pontoise nel 1330.

Infatti, secondo molte leggende, Flamel avrebbe scoperto la pietra filosofale e i suoi segreti.

Leggenda vuole che Flamel fece un profetico sogno, in cui gli apparve un angelo che gli mostrò un librone antico, dicendogli:“Guarda bene questo libro, Nicolas. All’inizio non comprenderai niente di esso, né tu né altri uomini. Ma un giorno vedrai in esso quello che nessun altro uomo sarà capace di vedere.” Nicolas non aveva mai visto quel volume, ma anni dopo quel profetico sogno, nel 1357, lo riconoscerà in mano ad un venditore. Comprò il volume, che si rivelò complesso da decifrare a causa delle numerose iconografie, ma comprese che se avesse svelato il mistero sarebbe giunto a conoscere il segreto della trasmutazione dei metalli in oro.

Dopo anni di insuccessi decise di farsi aiutare da un esperto in Cabbala ebraica. Conobbe il Maestro Chances, stabilendo con lui un forte legame di amicizia, ma purtroppo il Maestro morì prima di poter fornire a Flamel l’aiuto desiderato: ma in punto di morte, l’amico gli svelò delle indicazioni necessarie per poter continuare la sua ricerca da solo.

Alla fine di questo complesso percorso, Flamel giunge a svelare il mistero del libro: il 25 aprile del 1392 riuscì a tramutare dell’argento in oro puro. Sempre secondo la leggenda, non usò mai le ricchezze per cambiare la sua vita: continuò a vivere modestamente, evitando di arricchirsi grazie ai segreti che aveva con molta fatica scoperto. Continuò a svolgere la sua modesta professione di libraio.

Anche sulla morte di Flamel aleggiano tanti misteri: secondo molti non è mai morto, grazie alle magiche proprietà della pietra da egli scoperta; secondo alcuni morì a 89 anni; per altri a 106.

Inoltre, si sostiene che il suo corpo all’interno della tomba non sia mai stato trovato.

Il mistero della pietra filosofale non è mai stato svelato, ma continua ad affascinare l’intera umanità da secoli. La leggenda di una pietra in grado di fornire un potere infinito non può che affascinare non solo coloro che vorrebbero impossessarsene, ma anche filosofi, studiosi, scienziati e, in questo caso fumettisti, che continuano ad attingere dalle magiche leggende elementi che ci divertono e al contempo ci permettono di interrogarci sulla natura delle leggende e della cultura nella quale siamo immersi.

I misteri in questa faccenda si susseguono. Le altre domande troveranno risposta nel prossimo articolo, in cui scopriremo i misteri di Giano Bifronte e il segreto della leggenda dei magici elementi.

Al prossimo viaggio.

Giulia Donatelli

Immagini © Disney – Panini Comics

Fonti:

https://www.eroicafenice.com/fun-tech/curioso/la-leggenda-della-pietra-filosofale/

https://cultura.biografieonline.it/quattro-elementi-naturali/

http://www.altrarealta.com/index.php/nicolas-flamel-e-il-mito-della-pietra-filosofale/

http://www.duepassinelmistero.com/nicolas%20flamel.htm

Giulia Donatelli

Dopo gli studi sogna di trasferirsi a Paperopoli ed avere un deposito pieno di tre ettari cubici di denaro. E' una disgustosa ostentatrice di plutocratica sicumera, nonché studentessa di Scienze dell'educazione, appassionata di arte, teatro, letteratura, fotografia, viaggi e fumetti Disney. Ogni tanto si diverte a pasticciare tra i fornelli per scoprire tutti i segreti delle ricette di Nonna Papera.
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