Stanlio e Ollio… e Topolino!

Stanlio e Ollio: novant’anni di risate

Due maschere immortali

Stanlio e Ollio

Far ridere una persona non sempre è facile, figuriamoci un pubblico esteso. Ma non impossibile per alcuni, come il celebre duo Stanlio e Ollio. Questa coppia, infatti, è in grado di suscitare il riso ancora oggi, nonostante la sua filmografia conta più di novant’anni. E questo grazie alle celebri maschere che rappresentano. L’uno, il magro, è un simpatico omino sorridente, dall’aria buffa e dai capelli disordinati e che combina (incosapevolmente) numerosi disastri ai danni di altri (sopratutto su Ollio). L’altro, il grasso, è un omone serio, dai capelli sistemati con la brillantina e con dei caratteristici baffetti a spazzola, convinto di essere più intelligente del suo magro partner, quando in realtà è il più sciocco, dato che segue i suoi piani curiosi e ne paga le conseguenze.

Due miti del cinema hollywoodianoIl risultato sono due maschere protagoniste di numerosi sketches destinate a rimanere nella storia. Sono scene che non si riducono solamente a incidenti o distruzioni fisici di oggetti. Il potenziale comico di Stanlio e Ollio sta anche nelle loro movenze e nei loro gesti che li rappresentano. Indimenticabili rimaranno i looking in camera di Ollio, dopo che questi subisce un danno, quasi come se egli volesse rendere partecipe il pubblico del suo dolore. Oppure la tendenza di Stanlio di grattarsi il capo quando non riesce ad apprendere la situazione in cui si trova. Insomma, tutto questo fa parte di un vasto repertorio comico che ha contribuito a rendere queste due maschere immortali e a sopravvivere nel corso degli anni.

Il potenziale della risata terapeutica

Il segreto del successo della coppia è nella loro capacità di suscitare il riso anche mentre stanno compiendo la più semplice delle azioni. E’ una qualità, però, non esclusiva della coppia, condivisa anche da altri noti volti di Hollywood, come Charlie Chaplin o Buster Keaton. Però, c’è una differenza; gli altri attori facevano della comicità un’importante veicolo per un messaggio sociale, volto a far riflettere. Stanlio e Ollio, al contrario, offrono un tipo di comicità “pura”, con il solo scopo di far ridere il pubblico. La maggior parte della loro filmografia è stata, dopotutto, concepita negli anni della Grande Depressione e i due si convinsero delle potenzialità terapeutiche della risata, vista come medicina ai mali sociali ed economici. Pertanto, il messaggio sociale diventa solo un semplice pretesto nella quale il duo si muove, dando vita a scene esilaranti e ponendo al centro dell’attenzione momenti utiliper far ridere.

La risata diventa anche un importante laboratorio di esperimento con la quale si cerca di portare la comicità verso nuovi livelli. Ne Lo sbaglio, i due attori, convinti di essere ubriachi, si perdono in una risata che si presta ad essere contagiosa. Quasi come se i due cercassero di coinvolgere il pubblico nelle loro risate, anche se non ne hanno motivo.

Topolino nel mondo realistico di Stanlio e Ollio

Tralasciando la biografia, occorre sottolineare che il duo, nel corso della loro brillante carriera, ha avuto modo di collaborare con i volti noti dell’Hollywood dell’epoca d’oro. Compresi anche personaggi fantastici come Topolino. Ora, la domanda ci viene spontanea; che rapporto c’era tra Topolino e il duo Stanlio e Ollio? E come si è arrivati a questo legame? Per trovare una risposta a queste domande occorre fare un’attenta analisi del contesto cinematografico di allora.

Stan Laurel, Walt Disney e Oliver Hardy in una foto degli anni 30′

Negli anni 30′, la cinematografia era gestita da due settori; le major, cioè grandi casi di produzioni in grado di creare numerosi lungometraggi nel giro di un anno e di gestire buona parte dei profitti generati dai botteghini, e le minor, che tentavano di eguagliare i successi delle loro sorelle maggiori. Stanlio e Ollio lavoravano per la minor Hal Roach’s studios, il cui produttore, Hal Roach era un grande amico di Walt Disney. Questi, a sua volta, era un grande fan del duo ed era ben disposto a poter collaborare con la celebre coppia comica. Perciò, il sodalizio tra Walt Disney ed Hal Roach permise a Stanlio e Ollio di usare il celebre topo dai pantaloncini corti in uno dei loro intramontabili lungometraggi.

Nel paese delle meraviglie (1934)

Dalla collaborazione tra Hal Roach e Walt Disney nasce il lungometraggio Nel paese delle meraviglie.  Le vicende si svolgono nell’immaginaria Balocchia, dove convivono numerosi personaggi imagginari, come Mamma Oca, Babbo Natale o i tre porcellini. Qui Stanlio e Ollio sono due tuttofare combinaguai che dovranno difendere la loro amica Bo-Peep (e poi l’intera Balocchia) dalle prepotenze del marchese Barnaba.

Il primo Topolino non disneyano
“Topolino” come appare nel suo primo film non targato Disney. Raccapriciante, non trovate?

Il lungometraggio è noto non solo per l’originalità dei contenuti (che mescolano il comico con il fantastico e musicale), ma anche per la presenza di Topolino. Qua, infatti, la celebre mascotte di Walt Disney fa la sua prima apparizione ufficiale in un film non disneyano. Per il personaggio di Topolino, si decise di usare né un pupazzo, né un attore sotto mentite spoglie, bensì una scimmia ammaestrata. Lo si può dedurre non solo dalla coda (molto voluminosa e pelosa), ma anche dai suoi movimenti scimmieschi. Topolino è presente in due scene; nella prima, si unisce ai festeggiamenti della proposta di matrimonio del giovane Tom Tom a Bo-Peep, ballando sotto le note di un violino suonato da un gatto. Nella seconda, aiuta Stanlio e Ollio nel combattimento finale contro le creature di Bobilandia, lanciando delle lampadine a mo’ di bombe da un mini dirigibile.

La grande festa (1934)

Una menzione merita anche La grande festa, un lungometraggio che mette in passerella tutti i noti volti della Hollywood anni 30′. Un regista decide di tenere una festa in casa sua, dove sono invitate tutte le celebrità hollywoodiane. Stanlio e Ollio, pur non essendo protagonisti del film, coprono i primi quindici minuti del lungometraggio, dove tentano goffamente di introdursi in una festa organizzata da un regista.

Realtà contro finzione
Topolino contro Jimmy Durante

Il film ha anche uno spezzone con protagonista Topolino, stavolta nelle sue vesti animate e doppiato da Walt Disney. In questa sequenza, il topo provoca e prende in giro l’attore Jimmy Durante, facendo anche allusioni ironiche sul suo naso prominente. Ne nasce un incontro/scontro tra Jimmy Durante e Topolino, che si conclude con quest’ultimo che da il via al corto animato The Hot Chocolate soldier (forse il primissimo cartone animato a colori). Benchè in questo film non vi sia alcuna interazione tra Stanlio e Ollio e Topolino, essi sembrano in qualche modo coesistere nello stesso mondo, in questo caso quello hollywoodiano. Dunque, La grande festa lo possiamo considerare il secondo film non Disney in cui appare Topolino.

Stanlio e Ollio nel fantastico mondo di Topolino

Stanlio e Ollio in chiave disneyana
La prima reincarnazione animata di Stanlio e Ollio

La profonda stima che Walt Disney nutriva nei confronti della coppia lo spinse ad includerla anche in alcuni suoi corti animati. In Serata di gala a Hollywood (1932), Stanlio e Ollio, assieme alle altre celebrità, sono invitati ad assistere alla premier di film di Topolino. Occorre precisare che il corto nasce con l’intento di celebrare Topolino, che è riuscito a scalare le vette del successo, divenendo, al pari dei divi di Hollywood, una celebrità.

Ma è con  Partita di polo (1936) che il duo assume maggiore spazio in un corto animato, stabilendo un’interazione più diretta con i personaggi dell’animazione. Il cartone mostra una partita di polo (sport molto amato da Walt Disney) a cui assistono personaggi del mondo dello spettacolo e animato. A gareggiare sono le squadre Amici di Topolino (Topolino, Pippo, Paperino ed Ezechiele il Lupo) e le Star Cinematografiche (Charlie Chaplin, Harpo Marx e Stanlio e Ollio).  Quest’ultima squadra è composta dai noti comici del periodo, riproposti in tutta la loro naturalezza comica. Al pari dei loro colleghi, Stanlio e Ollio sono caratterizzati dalle gag e dai riferimenti per cui erano noti. Infine, da notare come le cavalcature delle celebrità sono autocariture delle celebrità che le cavalcano.

Stanlio e Ollio nella loro seconda apparizione animata

Anche Tra le stelle di Hollywood (1938), terzultimo cortometraggio delle Sinfonie allegre, rende il duo protagonista di una scena. Il corto è privo di trama, limitandosi a far interpretare ai volti di Hollywood alcune delle più note filastrocche di Mamma Oca. Un modo come gli altri della Disney per omaggiare il mondo di Hollywood in pratica. Il duo viene usato per raffigurare la filastrocca del pescatore Simple Simon.

Simple Simon (Stanlio) sta pescando dei vermi… usando dei pesci come esche! La pesca viene interrotta dall’arrivo di un pasticciere (Ollio),  che gentilmente offre una torta a Simon. Ma questi  rifiuta, preferendo prendere un’altra torta situata al centro di altri dolci messi a colonna. Questo spaventa non poco il pasticciere, che teme una rovinosa caduta delle sue torte, ma incredibilmente Simon riesce nel suo intento, senza provocare guai. Stupito, il pasticciere tenta di fare lo stesso, con il risultato di far cadere tutte le torte per terra e di beccarsene una sulla testa.

Artwork di Stanlio e Ollio nelle Sinfonie allegre
Artwork di Stanlio e Ollio nelle Sinfonie allegre

L’insieme dei camei sono una dimostrazione di come la Disney abbia saputo ripresentare in chiave animata la comicità di Stanlio e Ollio, dando così modo anche agli spettatori moderni di riconoscerli in tutta la loro arte comica. Del resto, la Walt Disney studios rimaneva pur sempre un casa di produzione animata indipendente, sempre attenta nel riproporre nelle sue versioni animate le più importanti novità cinematografiche del periodo.

Stanlio e Ollio a fumetti

Il genio di Stanlio e Ollio è una delle poche cose che è riuscita a sopravvivere nel corso del tempo. Esso sopravvive non solo grazie all’immortalità della loro arte, ma anche all’interno dei numerosi omaggi fatti nel periodo successivo alla loro morte. Anche il settimanale di Topolino non è esente nel ricordare il segno lasciato dalla coppia nell’arte cinematografica.

Quanti disastri riescono ancora a combinare!

Nella maggior parte dei casi, l’omaggio si presenta sottoforma di piccoli camei. In Paperino Oscar del Centenario di Giorgio Cavazzano, Paperica si fa dare uno strappo a Hollywood nientemeno che dal duo Stanlio e Ollio, con esiti esilaranti. Lo stesso Paperica sembra omaggiarli, cercando di riprendere le tonalità delle loro voci per cui sono anche noti (come gratuìto o stupìdo).

Anche Marco Gervasio, con il personaggio di Fantomius, ricorda la coppia, includendoli nella storia Silenzio in sala. Il duo comico (qui chiamato Cric e Croc, che erano i nomi con cui erano conosciuti in Italia in origine) è intento a girare la celebre scena finale della battaglia delle torte in faccia de La battaglia del secolo. La storia è caratterizzata anche dall’assenza di dialogo tra i personaggi. O meglio dall’assenza dei baloon, sostituiti dalle didascalie; un chiaro omaggio di Gervasio al cinema muto, che ha segnato l’inzio delle carriere di molti attori.

Torte in faccia

Infine, in Topolino e il mistero di Stanlio e Ollio di Luciano Gatto, il mito di Stanlio e Ollio diventa anche il pretesto di un viaggio del tempo per Topolino e Pippo. Essi, infatti, vengono inviati da Zapotec e Marlin nel 1921 per scoprire il segreto del successo di Stanlio e Ollio. Sarà grazie a loro (in particolar modo a Pippo) che la coppia troverà la fiducia e sopratutto il materiale comico che la renderà famosi. E’ interessante notare che la storia in questione è incentrata sull’incontro tra Topolino e Pippo e Stanlio e Ollio. E’ una storia che sancisce l’incontro tra due celebri coppie, che sono state protagoniste di numerose avventure. Certo, esse sono diverse tra loro, eppure sono accomunate dal fatto che funzionano grazie ai fortissimi rapporti di amicizia che li legano.

Insomma, tutti questi omaggi intedono dire una sola cosa. Stanlio e Ollio, per quanto possano essere tra i più significativi rappresentanti di un periodo oramai tramontato, rimaranno tra le più note icone della comicità. E questi omaggi, oltre a celebrarli e ricordarli, possono contribuire a renderli immortali e a farli conoscere alle future generazioni.

Antonio Ferraiuolo

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Informazioni su Antonio Ferraiuolo

Sono un ragazzo della classe 92' che legge i Topolino fin dalla più tenera età, alimentando il mio amore tanto per il fumetto quanto per la lettura in generale. Ho recentemente conseguito la laurea in Scienze storiche alla Federico II di Napoli, ottenendo il massimo dei voti e per questo ho deciso di unirmi all'editoriale dei Ventenni Paperoni per poter mettere in pratica quanto ho appreso nella mia esperienza universitaria e coltivare la mia passione per il fumetto.

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