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Abu Simbel: il sito archeologico salvato

Le storie a fumetti nella maggior parte dei casi narrano vicende che non hanno alcun riscontro con la realtà. Paperi e topi che parlano, che guidano l’automobile, che nuotano nel denaro come pesci baleno facendoselo ricadere sulla testa. Sì, insomma, avete capito cosa intendo dire.

Spesso per questi motivi, i fumetti sono considerati letture infantili, che hanno ben pochi riscontri con la realtà, semplice lettura adatta a momenti di svago e di leggerezza, ed è difficile spiegare quanto invece tutti questi pregiudizi siano sbagliati e fondati su idee del tutto distorte che si hanno del fumetto.

Come spiegare quanto le storie che tanto amiamo leggere siano, al contrario, significative, addirittura utili alla società?

Una storia in particolare si presta molto bene per far comprendere quanto la fantasia non sia solo qualcosa di astratto e di slegato dalla vita, ma come essa possa essere d’aiuto nella risoluzione di problemi apparentemente irrisolvibili. Spesso sono proprio le soluzioni fantasiose che, grazie alla forza dell’immaginazione, ci permettono di arrivare ad insperate soluzioni.

Vi sembra che queste affermazioni siano esagerate, e che un fumetto per quanto bello, divertente o attuale non potrebbe mai essere davvero utile per questioni davvero importanti?

Forse non siete a conoscenza della storia del maestro Romano Scarpa Paperino e il colosso del Nilo

Il Colosso di Abu Simbel

In questa avventura Zio Paperone si reca in Egitto, con nipotame a seguito, per visitare l’antico Colosso di Ramses II. Dopo un imbroglio della Banda Bassotti, lo zione sarà convinto che ai piedi del Colosso si trovi un ricchissimo filone di platino. Proprio in quel momento cade a fagiolo l’esigenza del governo egiziano, che a causa dell’ imminente costruzione della diga di Assuan, deve spostare la statua di Ramses II al più presto o sarà perduta irrimediabilmente. Aiutato dalla geniale mente di Archimede Pitagorico, Paperone tra mille difficoltà riuscirà a compiere l’impresa. Come si riuscirà? Dividendo la statua in blocchi numerati che verranno successivamente ricomposti altrove.

Fino a qui niente di strano, solo una bella storia come tante altre. Ma ciò che la contraddistingue rendendola unica nel suo genere è il fatto che la trama di questa storia affonda le sue radici in quello che è stato un reale problema. Infatti nel 1954, il governo egiziano progettò la costruzione della diga di Assuan, per favorire il miglioramento dell’economia locale, anche se ciò avrebbe causato l’allagamento di molti siti archeologici, tra cui quello di Abu Simbel.

Dopo alcuni anni non si era ancora trovata una soluzione, e nel 1959 il governo egiziano decide di rivolgersi all’UNESCO. Solo nel 1966, grazie a una forte interessamento alla vicenda da parte dell’Italia, si giunge alla conclusione di dividere il Colosso in blocchi di pietra, per spostarli e rimontarli altrove.

 

Sito archeologico di Abu Simbel
                                                Foto del vero Colosso di Ramses II

 

Di chi fu questa geniale idea? Di Romano Scarpa!

Infatti la soluzione ideata dal maestro verrà davvero messa in pratica. Così il colosso del Nilo, grandioso sito archeologico risalente al 1300 A.C,  sarà tratto in salvo con un’operazione durata quattro anni. Innegabilmente il tutto è stato reso possibile da una fantasiosa intuizione tratta da una storia a fumetti.

Questa particolare vicenda ci aiuta a riflettere su quanto la fantasia e la forza dell’immaginazione siano fondamentali, soprattutto se applicate ai problemi, grandi o piccoli, della vita di tutti i giorni.

I fumetti, espressione fantasiosa della mente di grandi autori, in molti casi precedono la realtà, la aiutano a prendere una direzione diversa e spesso meriterebbero di essere citati nei libri di storia.

“Verso la fine degli anni ottanta il governo egiziano ha donato a quello italiano un preziosissimo reperto archeologico per l’aiuto ricevuto nel salvataggio dei monumenti di Abu Simbel. Beh il sistema che hanno utilizzato lo hanno appreso dalla mia storia. Io non ho ricevuto nessun ringraziamento personale, ma mi è bastata la soddisfazione”
―Romano Scarpa

Giulia Donatelli

Immagini © Panini Disney

Link

http://it.paperpedia.wikia.com/wiki/Paperino_e_il_colosso_del_Nilo

http://www.romanoscarpa.net/articoli/intervista-ricordate-brigitta-l-ho-inventata-io/

https://www.lafondazione.com/rassegna/rassegna_estesa.php?c=6328

http://www.romanoscarpa.net/articoli/intervista-romano-disney-scarpa/

https://inducks.org/story.php?c=I+TL++292-AP

Giulia Donatelli

Nasce in Molise nel 1996 e dal 1996 non ne può più di sentire battute sull'inesistenza del Molise. Unica erede del patrimonio topolinesco di famiglia, cresce sognando di assaggiare le frittelle di Paperino e da grande scopre di non essere la sola. La sua grande missione per la pagina? Portare sulle vostre tavole le pietanze dei fumetti Disney: la sua rubrica Ventenni Peperoni nasce proprio per questo. Scrive e supervisiona articoli e di tanto in tanto collabora per Ventenni Chiacchieroni.
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