Abu Simbel: come una storia Disney ha risolto un problema nella realtà

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Abu Simbel: il sito archeologico salvato

Nella stragrande maggioranza dei casi le storie a fumetti Disney che tanto amiamo leggere hanno (almeno apparentemente) un legame molto flebile con la realtà: Paperi e Topi che parlano, che guidano l’automobile, che nuotano nel denaro come pesci baleno facendoselo ricadere sulla testa…
Spesso per questi motivi i fumetti sono considerati infantili, una semplice lettura adatta a momenti di svago e di leggerezza, ed è difficile spiegare quanto invece tutti questi pregiudizi siano sbagliati e fondati su idee del tutto distorte che si hanno del fumetto.

Come spiegare quanto le storie che tanto amiamo leggere siano, al contrario, significative, in alcuni casi addirittura utili alla società?

Una storia in particolare si presta molto bene per far comprendere quanto la fantasia non sia solo qualcosa di astratto, ma come essa possa essere d’aiuto nella risoluzione di problemi apparentemente irrisolvibili. Spesso sono proprio le soluzioni fantasiose che, grazie alla forza dell’immaginazione, ci permettono di giungere ad insperate soluzioni.

Vi sembra che queste affermazioni siano esagerate, e che un fumetto per quanto bello, divertente o attuale non potrebbe mai essere davvero utile per questioni davvero importanti? Allora forse non conoscete la storia di Romano Scarpa Paperino e il colosso del Nilo e la vicenda ad essa legata.

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Il Colosso di Abu Simbel

Una storia Disney che ha salvato un sito archeologico

In questa avventura Zio Paperone si reca in Egitto, con nipotame a seguito per visitare l’antico Colosso di Ramses II. La Banda Bassotti con un imbroglio convincerà lo Zione del fatto che ai piedi del Colosso si trovi un ricchissimo filone di platino. Proprio in quel momento cade a fagiolo l’esigenza del Governo egiziano che a causa dell’ imminente costruzione della diga di Assuan deve spostare la statua di Ramses II al più presto o sarà perduta irrimediabilmente. Aiutato dalla geniale mente di Archimede Pitagorico, Paperone tra mille difficoltà riuscirà a compiere l’impresa. Come si riuscirà? Dividendo la statua in blocchi numerati che verranno successivamente ricomposti altrove.

Fino a qui niente di strano, solo una bella storia come tante altre. Ma ciò che la contraddistingue rendendola unica nel suo genere è il fatto che la trama di questa storia affonda le sue radici in quello che è stato un reale problema. Infatti nel 1954, il governo egiziano progettò la costruzione della diga di Assuan, per favorire il miglioramento dell’economia locale, anche se ciò avrebbe causato l’allagamento di molti siti archeologici, tra cui quello di Abu Simbel.

Dopo alcuni anni non si era ancora trovata una soluzione, e nel 1959 il governo egiziano decide di rivolgersi all’UNESCO. Solo nel 1966, grazie a una forte interessamento alla vicenda da parte dell’Italia, si giunge alla conclusione di dividere il Colosso in blocchi di pietra, per spostarli e rimontarli altrove.

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Sito archeologico di Abu Simbel
                                                Foto del vero Colosso di Ramses II

Di chi fu questa geniale idea? Di Romano Scarpa!

La geniale soluzione ideata dal maestro verrà davvero messa in pratica. Così il Colosso del Nilo, grandioso sito archeologico risalente al 1300 A.C, sarà tratto in salvo con un’operazione durata quattro anni. Innegabilmente il tutto è stato reso possibile da una fantasiosa intuizione tratta da una storia a fumetti.

Questa particolare vicenda ci aiuta a riflettere su quanto la fantasia e la forza dell’immaginazione siano fondamentali, soprattutto se applicate ai problemi, grandi o piccoli, della vita di tutti i giorni.

I fumetti, espressione fantasiosa della mente di grandi autori, in molti casi precedono la realtà, la aiutano a prendere una direzione diversa e spesso meriterebbero di essere citati nei libri di storia.

“Verso la fine degli anni ottanta il governo egiziano ha donato a quello italiano un preziosissimo reperto archeologico per l’aiuto ricevuto nel salvataggio dei monumenti di Abu Simbel. Beh il sistema che hanno utilizzato lo hanno appreso dalla mia storia. Io non ho ricevuto nessun ringraziamento personale, ma mi è bastata la soddisfazione”

Romano Scarpa

Giulia Donatelli

Immagini © Panini Disney

Fonti: Paperpedia | RomanoScarpa.net (1 , 2) | lafondazione.com

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