Morte: quando si affaccia su Topolino

Eppur si muore

Morte? Qualcuno ha parlato della nera signora? No, e anche stavolta nessuno ne parlerà. O almeno, non direttamente.

Il nostro Topo contiene a prima vista -lettura- un universo “protetto”: nessuno invecchia, nessuno si ammala, nessuno passa a miglior vita. Tutto sembra rimanere fisso e immutabile e in ogni storia si ricomincia sempre da capo, come se niente fosse accaduto prima. Nonostante illustri eccezioni (parlo ad esempio della Saga o di PK), apparentemente su queste pagine non si muore.

Tutti abbiamo riflettuto almeno una volta sulla questione. Le storie del Topo parlano di noi e a noi, allora perché da sempre c’è del non detto? Perché certi argomenti sembrano essere tabù? Solo tempo fa, leggendo Topolino e l’albero di Holly (pubblicata su Topolino n. 3083) ho realizzato che forse mi sono sempre posta la domanda sbagliata. Ma andiamo con ordine.

Topolino-Pippo-incontro-Holly

Chi è Holly? E perché arriva la morte?

La vicenda inizia nel 2014, nella poliedrica soffitta di Pippo. Il soffitto (della soffitta!) ha ceduto per la troppa neve e Topolino e Pippo sono intenti a frugare tra le cianfrusaglie: devono trovarne qualcuna da vendere per pagare le riparazioni al tetto. Suona il campanello di casa e da quel momento inizia il turbine di eventi che porta i nostri nella Topolinia del 1914. Con in mano un prototipo della macchina del tempo azionato per sbaglio da Topolino due minuti prima (o cento anni dopo) e senza sciarpa né cappotto. È allora che i due conoscono la piccola Holly. I due viaggiatori aiutano la bambina a piantare un abete e a decorare il parco per la festa di Natale. Proprio allora la proto-macchina del tempo si riattiva. Credendo di poter tornare nel loro tempo, Topolino e Pippo salutano e scompaiono, davanti agli occhi di una meravigliata Holly. Non ricompaiono a casa, bensì nello stesso angolo di parco dieci anni più tardi: l’abete è cresciuto così come la ex bambina Holly, felicissima di rivedere i suoi aiutanti di Natale.

Topolino-Holly-cresciuta

Ancora un viaggio, altri cambiamenti: Holly è ora moglie di Steve e mamma di Mike. Viaggio dopo viaggio l’abete del parco è diventato enorme, mentre Holly un’attempata e canuta signora, che accoglie i suoi amici con il consueto calore. Saluti, salto temporale: siamo a Natale del 2000 e nel punto focale della storia. Pippo e Topolino corrono alla festa a cercare la loro amica ma non la trovano. Nello spazio di tre vignette e dopo un rapido calcolo i nostri realizzano che è passato molto tempo dal loro primo incontro e che Holly non c’è e non ci sarà più. È morta, è evidente. Nessuno lo dice: “forse…” esclama Topolino, “oh…” gli fa eco Pippo. Nulla più. Eppure è tutto immediatamente chiaro per il ventenne come per il bambino: Holly se n’è andata per sempre.

Topolino-Pippo-morte-Holly

Perché ribadire l’ovvio?

Quando apriamo una qualsiasi copia di Topolino, abbiamo tre certezze: il “crick crack” delle pagine che vengono separate, l’odore della carta, un mondo che è rimasto esattamente come lo abbiamo lasciato chiudendo il numero precedente. Ecco, in tutte le mie riflessioni sul perché non si affronti mai la morte, semplicemente mi stavo facendo la domanda sbagliata: non “perché no?” ma “perché sì?”. Il lettore, che abbia vent’anni, nove o cinquanta, o che sia un soldato alla volta di Samarcanda, semplicemente sa che esiste la nera signora. E Topolino è una piacevole evasione dal quotidiano: serve sottolineare l’ovvio? Forse no, ci suggeriscono Zemelo e Zironi con questa storia. Si può parlare di qualcosa senza nominarlo? Certamente sì: la sceneggiatura di Zemelo dribbla abilmente la morte, uno dei grandi tabù disneyani, e per farlo conta sulla cooperazione del lettore. E su quella di Zironi, che ha realizzato una vignetta silenziosa ma forte, la vignetta su cui ci soffermiamo un po’ di più, per metabolizzare ciò che non è stato detto poco prima e che tuttavia abbiamo capito benissimo.

Topolino_Pippo_tristi_morte_Holly

Forse non è la classica storia di Natale né la solita storia sui viaggi nel tempo, forse anziché farci evadere ci lascia con qualche pensiero in più, quel che è certo è che mi sono ritrovata come Pippo a pronunciare anche io un “oh” di sorpresa. In conclusione, perché ribadire l’ovvio? La morte di Holly è solo sfiorata dolcemente, senza rumore né clamore, eppure è lì, evidente, come quella neve che cade silenziosa.

Marta Leonardi

Immagini © Disney

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