Paperino dal multiforme ingegno

Paperino 11

Paperino, il papero migliore del mondo

È una figura mitologica, un Ulisse 2.0 che nell’era moderna, tra le pagine di un fumetto, sa plasmare le proprie piume a seconda della situazione, sia che si debba accompagnare l’avaro zio in capo al mondo alla ricerca di mistici tesori, sia che si debbano vestire i panni di un Mogol improvvisato per raddrizzare quelle pesti dei nipotini.

Ebbene si, sto parlando proprio di lui: Paperino.

Non un papero qualunque, bensì Il Papero per eccellenza. E anche l’unico ed inimitabile, con la sua giubba da marinaio che lo accompagna sin da quando era solo un uovo nella penna di Carl Barks. 

Lo zio più amato dei fumetti ha la capacità di essere corredato di una molteplicità di personalità e destini, che intrecciati fra loro creano l’essere becco-dotato che tutti ben conosciamo.

All’inizio era stato creato come accompagnatore di Topolino, disegnato per essere una spalla, un personaggio secondario, e nessuno avrebbe mai potuto immaginare quel che sarebbe accaduto: questa palla di piume è diventata uno dei capisaldi del pianeta disneyano.

Con i suoi sbaraquack e le sue avventure in giro per il mondo, Paperino ha raggiunto una celebrità smisurata, forse superando i livelli del Topo dalle orecchie tonde.

A cosa deve tanta fortuna, condita da una generosa dose di sfortuna e chilometri di debiti? Chi ha sfogliato almeno una volta le pagine nuvolettate di un fumetto saprà rispondere a questa domanda. Io di pagine ne ho sfogliate molte, e ho trovato molteplici motivi per i quali eleggere Paperino a miglior protagonista Disney.

Chi è, dunque, Paperino?

Innanzitutto, è Paperino, e Paperino è sinonimo di pasticcione, e a tutti piacciono i pasticcioni.                        E’ amaca-dipendente, e ha convinto molti suoi fan a godersi una pennichella assieme a lui, su uno di quei teli di stoffa comodi, troppo comodzzz… Mi autodenuncio, ho passato innumerevoli pomeriggi in panciolle come Paperino…

Da tempo immemore, è lucidatore seriale di monete al deposito, sfruttato e sottopagato, non ha diritto di lamentela, pena l’essere depennato dalla lista degli eredi. Insomma, il classico esemplare di lavoratore medio.

Ma sotto il suo volto apparentemente ingenuo si nasconde la maschera del celebre Paperinik, paladino della giustizia; il suo alter ergo ha saputo riscattare il nostro beniamino, collocandolo nella posizione di eroe salvatore di Paperopoli.

E non dimentichiamoci dello smoking di Double Duck, eleganza e giustizia gli sono ben affidate.

Soprattutto, possiede quella macchina che chiunque, non provate a negarlo, ha desiderato di guidare: la mitica 313. Con il suo rossoblu sfolgorante, sono più le volte in cui si rompe di quelle in cui riesce a portare i propri passeggeri a destinazione, ma nessuno si sognerebbe mai di sostituirla con un’auto meno scassata.

Paperino è un po’ come la sua quattro ruote: pigro, irascibile -Anacleto ne sa qualcosa-, scansafatiche, ma fedele ed affidabile. Invidio molto i suoi nipotini, tra le piume hanno un vero esemplare, un modello che coniuga ironia e serietà, tanto coraggio e grandiosità.

Nonostante sia vessato dalla Mala Sorte, dai debitori e dallo Zione, ad ogni storia sa come emozionarci insegnando lezioni di vita che hanno fatto di me e tanti altri avidi lettori della sua esperienza.

Si può considerare come il miglior maestro formativo che ha accompagnato intere generazioni, spaziando in ogni campo possibile, e affrontando ciò che gli si presenta davanti con quella nonchalance che solo a lui è tipica.

 

Lettori! Siate più Paperino!

 

Anto

immagini © Panini Disney

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