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Colloquio con Blasco, l’architetto di un mondo

Colloquio con Blasco, l’architetto di un mondo

Qualche settimana fa si è chiuso un nuovo episodio di TopoTravel, la rubrica con cadenza occasionale che ci mostra scorci di Paperopoli e Topolinia. Per l’occasione, abbiamo chiesto colloquio all’architetto per eccellenza del mondo Disney: Blasco Pisapia!

Prima di immergerci in questa interessantissima intervista, riassumiamo velocemente tutte le apparizioni delle Guide e gli albi di Topolino che le hanno ospitate. Nella prima parte (TL 3062-3070) rappresenta il nucleo centrale dell’opera, ci guidano Paperino, Pico, Zio Paperone, Rockerduck, Paperina, Paperinik, Paperetta Ye-Ya, Gastone e Nonna Papera. A loro si aggiunsero, sui TL 3228-3230, Brigitta, Archimede, Paperoga e Cuordipietra. L’episodio speciale sul compleanno di Paperino (TL 3263), ci ha poi permesso di visitare tutti i luoghi “speciali” del personaggio, come la Ducklair Tower o la sede dell’Agenzia. Dal TL 3273 al 3278, abbiamo, infine, modo di conoscere la città di Topolinia e i suoi personaggi principali.

Blasco 1
Panoramica di Paperopoli

D: Prima di tutto, il Blasco autore. Insomma, sei un appassionato a tutto tondo: fan, scrittore, disegnatore e progettista! Come coniughi il tutto e come le quattro cose si mescolano tra loro?

R: In realtà, questi aspetti non sono così distinti. Ad esempio, quando penso a un soggetto, immagino già i luoghi e le architetture entro cui i personaggi si muoveranno, e nel disegnare una sequenza, ci metto (o cerco di metterci) lo stesso entusiasmo di quando disegnavo i miei beniamini da ‘piccolo fan’.

    Blasco 2Sequenza da Paperino e la leggenda delle pietre rotolanti, storia da autore completo pubblicata su TL 3204.

D: Sicuramente tra i progetti più apprezzati dai fan, il TopoTravel è al suo quarto ritorno sulle pagine di Topolino; ma in realtà un primo progetto ci fu già ben sedici anni fa, quando dal 2409 al 2423 fummo invitati a casa dei protagonisti di Paperopoli, fino alle pendici del Vesuvio. Quindi, com’è nata l’idea di coniugare la tua attività di architetto con quella del fumettista?

R: Quando, svariati anni fa, fresco di studi di architettura, presentai per la seconda volta un book all’Accademia Disney sperando di essere selezionato, mi sembrò naturale includervi una serie di vedute ad acquerello dei landmark principali del fumetto Disney. Il book fu smarrito, saltando fuori solo sette anni dopo, ma intanto avevo cominciato a sviscerare un tema che poi ho avuto la fortuna di poter approfondire e arricchire lungo l’arco della mia avventura professionale.

D: La felice iniziativa fu ripresa nel 2014, estendendola oltre le quattro mura degli edifici e mostrandoci dei veri e propri panorami urbani e non. Ciò che sicuramente ha più colpito, oltre all’abilità progettuale, è la meticolosità con cui i dettagli ammiccano a storie che appartengono al patrimonio Disney. Quanta ricerca filologica c’è alle spalle di questo immenso lavoro? Hai fatto una selezione di quali storie tener conto? E su quali basi?

R: Come dicevo prima, il lavoro di ricerca, cominciato per puro diletto, si è svolto in un arco di tempo non breve, il che ha permesso al materiale raccolto di sedimentarsi e di prendere man mano forma nella mia testa. Ovviamente, essendo il materiale a disposizione sterminato, si è resa necessaria una selezione, basata innanzitutto sulla possibilità di comporre e integrare i singoli ‘pezzi’ in un mosaico vagamente congruente. Ovviamente, anche gusti e passioni personali hanno giocato un ruolo importante!

D: Tutti questi dossier hanno poi fornito le basi per il sogno di qualsiasi appassionato Disney: il plastico di Paperopoli! Ma si tratta di un lavoro ispirato dai tuoi progetti o sono i tuoi progetti adessere stati fatti in virtù del plastico? Da quanto tempo era in programma la sua realizzazione?

R: Il plastico è nato dopo la pubblicazione della prima serie di itinerari della Guida di Paperopoli. L’idea è arrivata come per caso, mentre si stava esplorando la possibilità di realizzare una pista di automobiline a tema Disney. Ho disegnato io stesso gli esecutivi di buona parte degli edifici del plastico, adattando e integrando le vedute già apparse sul Topo.

I Love Paperopoli
La versione inizialmente prevista del plastico I Love Paperopoli.

D: Un anomalo TopoTravel, in realtà, ha di poco preceduto quelli moderni. Sul Topolino 3022 hai illustrato per noi Borgospettro, scenario della storia di Enrico Faccini Topolino e il mistero di Borgospettro. Com’è nata questa inusitata collaborazione?

R: Le illustrazioni di Borgospettro rappresentano un po’ la ‘prova generale’ prima di iniziare la lavorazione della Guida, che sarebbe partita di lì a poco. Fui molto onorato di essere chiamato da Valentina a illustrare il redazionale che accompagnava questa storia cui teneva molto, e a collaborare, sia pure indirettamente, con Enrico Faccini.

Topolino 3022
Copertina di TL 3022, che ospita Topolino e il mistero di Borgospettro.

D: Infine giunge Topolinia, un progetto completamente dedicato al novantesimo anniversario del Topo per eccellenza. Qui il tuo lavoro dev’essersi moltiplicato, perché si tratta di una città sempre trattata in maniera più anonima di quella dei paperi… o no?

R: Sembrerebbe che, fino a tempi recenti, Topolinia abbia ricevuto meno attenzione di Paperopoli da parte degli autori che, negli anni, hanno contribuito a visualizzarne i luoghi e a plasmarne l’aspetto. In realtà, le storie di Mickey, fin dalle origini, hanno costantemente fornito una messe impressionante di edifici, landmark e paesaggi della città che faceva da sfondo alle sue avventure, già molto prima che si decidesse di darle un nome o di collocarla geograficamente. Laddove, però, per Paperopoli, molti luoghi cittadini sono diventati ricorrenti e riconoscibili, per Topolinia questi topos (!), pur essendo non di rado ideati con arguzia, umorismo e intelligenza, non hanno quasi mai superato la soglia della singola storia, e sono stati ricacciati in un immeritato oblio. Sarebbe auspicabile che alcune ambientazioni, e ce ne sono diverse che lo meriterebbero, venissero ripescate nelle storie attuali: sono sicuro che avrebbero tanto da raccontare!

Topolinia
Bozza di Topolinia, con uno scorcio di Topolinia 20802 in bella vista.

D: Sappiamo già che questo TopoTravel dalle orecchie tonde durerà sei episodi, ma cosa ci aspetta per il futuro? Hai in progetto o ti piacerebbe illustrare qualche altra località della città o altri luoghi delle storie Disney?

R: Mi piacerebbe che la Guida di Topolinia potesse continuare. È una città più piccola di Paperopoli, e i grandi conflitti di classe e i ‘gigantismi’ che connotano la sua ‘rivale’ qui appaiono più sfumati, ma ha ancora tanto da mostrare.

D: È chiaro che questo lavoro lascerà il proprio segno nel cuore dei lettori e dei futuri autori (ma forse anche già quelli attuali?). Come ci si sente a star parzialmente gettando le basi per molte storie che verranno?

R: Ho solo tirato fuori dal ponderoso corpus di storie vecchie e nuove (un vero forziere del tesoro!) alcuni dei gioielli che vi erano custoditi, presentandoli con modi e forme che potessero incuriosire (anche) i lettori di oggi, ma aggiungendo ben poco di mio. Se il mio lavoro è servito a gettare dei semi e a fornire nuovi stimoli, ben venga!

Topolino 3062
Copertina di TL 3062, punto di partenza del progetto TopoTravel.

D: Nel mondo dell’intrattenimento moderno, il worldbuilding assume un ruolo sempre più importante e, in qualche modo, il mondo Topi & Paperi si è sempre distinto proprio per la flessibilità (e talvolta l’effettiva assenza) di questi parametri. Pensi che il futuro vedrà la Disney Italia allinearsi a questo nuovo metodo narrativo, o la casa di Paperoga continuerà a spostarsi secondo le esigenze dell’autore di turno?

R: Personalmente, ritengo vitale che, fatti salvi alcuni parametri minimi di congruenza, la casa di Paperoga e di tutti gli altri, possa continuare a spostarsi dove serve. So che questo sembra negare tutto quanto detto finora, ma la contraddizione è solo apparente. Lo studio e l’approfondimento del carattere di un luogo deve servire a portare nuova linfa creativa, non a blindare e ingessare l’immaginazione degli autori in nome di una male intesa ‘continuity’ che in casa Disney non c’è mai stata.

D: Come abbiamo iniziato, chiudiamo con il Blasco autore. Cosa prevede il futuro? Ci sono storie in programma?

R: Il ‘serbatoio’ del materiale in via di pubblicazione custodisce ancora alcune mie storie. In questi giorni, poi, sto lavorando a uno storyboard in cui Topolino veste i panni di un celebratissimo artista italiano.

A conclusione della piacevole intervista, segnaliamo in edicola La guida di Topolinia, che raccoglie i TopoTravel della città dalle orecchie rotonde ed alcune storie ad essi legati. (KAPPA JACK)

Kappa Jack

Jihed Khaled all'anagrafe, studente della Scuola Internazionale di Comics di Napoli e aspirante fumettista per Topolino e la Sergio Bonelli Editore. Membro dei Ventenni Paperoni dalla prima ora, moderatore, articolista e caporedattore del sito.
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