Poche storie sono in grado di farci trattenere il fiato dalla prima all’ultima vignetta, ma Topolino e il mistero della voce spezzata è indubbiamente una di quelle.

 

voce spezzata
la splendida tavola d’apertura

 

La stroria è stata concepita e egregiamente realizzata dall’accoppiata sempre vincente formata dallo sceneggiatore Silvano Mezzavilla e dal disegnatore Giorgio Cavazzano. Divisa in due parti, venne pubblicata su Topolino n. 1834 e 1835 nel gennaio del 1991, diventando subito una storia cult per tutti gli appassionati delle avventure dell’infallibile topo-investigatore. Con questa storia Mezzavilla si dimostra uno dei migliori “giallisti” ad aver mai scritto su Topolino, come dimostrano anche le ottime Basettoni e il grande caldo e Topolino e il vendicatore mascherato.

A Topolinia si è abbattuto un violento temporale. Durante la notte, ventidue persone ricevono una telefonata contemporaneamente. Il tono della persona all’altro capo del telefono non è per niente sereno, il suo respiro è a dir poco affannoso, la sua voce è spezzata, e all’improvviso si interrompe. La voce della persona che sembra aver bisogno di soccorso pare appartenere ad uno scienziato scomparso esattamente un anno prima, inoltre una parola misteriosa domina gli ultimi secondi della telefonata:”Aiotto“.  La polizia, che ha ricevuto anch’essa la telefonata, crede sia una burla. Topolino invece la pensa diversamente e indaga, incoraggiato da un collega dello scienziato scomparso.

 

topolino voce spezzata
Il messaggio incriminato. Burla o richiesta d’aiuto?

 

La trama è pressoché perfetta, senza alcuna sbavatura e chiarita alla perfezione da Topolino nelle ultime pagine, dove il topo spiega ai lettori come ha risolto il caso. Inoltre tiene incollato il lettore dalla prima all’ultima vignetta e non è un azzardo supporre che moltissimi tra gli acquirenti di Topolino 1834 avranno atteso con fervente trepidazione il numero successivo, dato che la prima parte della storia si conclude lasciando al lettore una grandissima quantità di dubbi, che saranno abilmente sciolti nel secondo tempo.

Un’incalzante ansia

Il motivo del tanto successo della storia però non è da attribuire unicamente all’ottimo soggetto, quanto al ritmo che questo segue lungo le tavole. Il lettore, infatti, seguendo passo passo le indagini di Topolino e le sue riflessioni e deduzioni, non solo riesce ad immedesimarsi alla perfezione all’interno della situazione, ma anche a provare la stessa soddisfazione provata dal personaggio durante e dopo la risoluzione del caso.

Inoltre, non è il classico giallo di Topolino che vede come protagonisti il binomio Topolino-Pippo, con il primo a condurre le indagini e il secondo a smorzare i toni e a rendere tutto più leggero.Nella nostra storia Topolino agisce da solo, in un’atmosfera a tinte noir, resa molto efficacemente dalla presenza di un comune denominatore: la pioggia. L’atmosfera noir è però leggermente affievolita dalla presenza di Minni e Pluto, che contribuiscono a rendere la storia fruibile anche ad un pubblico più giovanile, nonostante non manchino momenti da far gelare il sangue, come la fatidica parola “Aiotto”, che non può non provocare un brivido lungo la schiena a tutti i lettori.

La storia è caldamente consigliata a tutti gli amanti del giallo, del brivido e del lieto fine. Il finale dà infatti una piacevolissima sensazione di sollievo e serenità, provvedendo a stampare un soddisfatto sorriso sul volto del lettore.

Paolo de Angelis

 

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