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Parodie Disney: un confronto tra i Promessi paperi e i Promessi topi

Parodie Disney: un confronto tra i Promessi paperi e i Promessi topi

I promessi sposi, un’opera che non ha bisogno di presentazioni.

Il celeberrimo romanzo scritto da Alessandro Manzoni, pubblicato per la prima volta (molto diverso dalla sua versione finale) nel 1827 e caposaldo della letteratura italiana, viene parodiato nei fumetti Disney in due versioni, una con i cari e amati paperi e l’altra, più recente, interpretata dalla coppia di topi più famosi di sempre: Topolino e Minni nei panni di Renzo e Lucia con Pippo nei panni di Don Abbondio.

Come si adatteranno i caratteri dei nostri personaggi a fumetti non con una, ma con ben due parodie diverse, che riadattano la storia di Manzoni con leggerezza e divertimento, senza perderne l’essenza e il messaggio che tutti conosciamo? Scopriamolo insieme.

 

promessi paperi

I promessi paperi è una storia del 1976 pubblicata per la prima volta su Topolino n.1086, scritta da Edoardo Segantini e Giulio Chierchini, che ne è anche il disegnatore.

Ci troviamo dinanzi allo spettacolo offertoci da quel famoso ramo del lago di Como, ove risiede il taccagno signorotto Don Paperigo (indovinate chi lo interpreta?). I Bassotti, tirapiedi del signorotto Paperigo, sono incaricati di allontanare la Scocciatrice di Monza (Brigitta), che vuol impalmare il ricco Don.
Questa parodia è in realtà solo ispirata al romanzo del Manzoni. Molto spesso  si allontana dalla trama originaria di quest’ultimo, opponendo talvolta caratteri dei personaggi principali e rovesciando note citazioni.  Il matrimonio, in questo caso, s’ha da fare!
La sfortuna di Paperino, in questo caso Paperenzo, trova la sua provvidenza nella lettera del cugino Gastolo, riuscendo a sfuggire, seppur per poco, dalle grinfie dei Bravotti e di Lucilla Paperella.
Interessante il modo in cui viene rappresentata la peste ovvero con un gioco di parole, precisamente utilizzando la figura retorica della paronomasia quindi accostando due parole di suono simile ma significato differente: peste e poste.

A Milano non scoppia la peste (naturalmente sarebbe impossibile rappresentare una situazione tanto tragica dati i canoni disneyiani) bensì scoppiano le poste, causando scioperi e giacenze non consegnate, e la città diventa invivibile, tanto da costringere i propri cittadini a fuggire dalle poste in subbuglio.

Uno degli aspetti più interessanti di questa parodia è sicuramente il linguaggio utilizzato.

Vi si possono trovare termini desueti, come in molti fumetti Disney, ma probabilmente qui la vicinanza ad un’opera ottocentesca permette di giocare particolarmente sul linguaggio fondendo modernità e arcaicità in un particolarissimo linguaggio divertente e istruttivo, tipico del fumetto Disney.

 

 

Con I promessi topi –  sceneggiatura  di Bruno Sarda,  disegni di Franco Valussi, pubblicata nel 1989 in tre episodi sui  numeri di Topolino 1769, 1770, 1771- ci avviciniamo sicuramente di più alla trama originaria della vicenda.

Infatti i ruoli sono affidati perfettamente e, senza nulla togliere ai paperi, Topolino, Minni, Gambadilegno, Trudy, Pippo, Clarabella e Macchia Nera li trovo i personaggi perfetti per raccontare questa vicenda da un punto di vista disneyano.
Lucia Minnella e Renzo Topoglino vogliono unire legalmente i loro due ristoranti, ma per Don Pietrigo questa unione non s’ha da fare, e Don Pippondio si lascia facilmente spaventare dai bravi di Don Pietrigo, fifone com’è.
Anche qui è interessante il modo in cui viene rappresentata la peste di Milano: sempre in puro stile Disney, una bambina pestifera che vuole che in città si mangino solamente dolci. L’abile Renzo Topoglino riuscirà ad eludere il problema?
E infine, l’Innominabile, con il perfettamente calato nel personaggio Macchia Nera. Insomma, due parodie molto diverse tra loro, ma entrambe molto piacevoli da leggere.

Il fumetto Disney si presta particolarmente bene alla reinterpretazione dei grandi classici della letteratura grazie alla versatilità e alla varietà delle caratteristiche dei personaggi che tutti noi amiamo, dando la possibilità a grandi e piccoli di amare non solo il fumetto ma anche la letteratura, vedendola da un punto di vista diverso, leggero e divertente, ma non per questo meno valido. Tutt’altro. S’impara ad amare le grandi opere del passato e, soprattutto, a divertirsi con esse.

 

Giulia Donatelli

 

Per approfondire:

https://it.wikipedia.org/wiki/Parodie_Disney

http://it.paperpedia.wikia.com/wiki/I_promessi_paperi

https://it.wikipedia.org/wiki/I_promessi_topi

 

Immagini © Disney.

 

Giulia Donatelli

Dopo gli studi sogna di trasferirsi a Paperopoli ed avere un deposito pieno di tre ettari cubici di denaro. E' una disgustosa ostentatrice di plutocratica sicumera, nonché studentessa di Scienze dell'educazione, appassionata di arte, teatro, letteratura, fotografia, viaggi e fumetti Disney. Ogni tanto si diverte a pasticciare tra i fornelli per scoprire tutti i segreti delle ricette di Nonna Papera.
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